Domande Frequenti

FAQ (Frequently Asked Questions)

1. I nei presenti sulla pelle sono tutti tumori cutanei? Quanto è necessario toglierli?
I nei sono chiamati scientificamente nevi nevocellulari. Di fatto sono dei piccoli tumori benigni del tessuto epiteliale. Sono causati da una concentrazione di melanociti, ovvero delle cellule che producono la melanina. I nei possono essere di colore nero, bruno oppure anche bluastro. Hanno una forma di macchia o sporgenza, le cui dimensioni possono variare. I nei sono di natura benigna e si differenziano dal melanoma, che invece è un tumore maligno della pelle. I nei possono comunque modificarsi nel tempo. È quindi buona abitudine tenerli controllati e vanno fatte periodiche visite da uno specialista. Le nuove tecnologie nel campo medico permettono di eliminare i nei senza lasciare cicatrici e segni antiestetici.

2. Da cosa dipende la pelle secca? Ad oggi non è ancora chiaro da cosa dipenda la disidratazione della cute. Il fattore evidente è però la perdita di acqua dai tessuti cornei. Ne consegue quindi che anche la superficie cutanea si presenta screpolata e squamosa. È sufficiente perdere un 10% di acqua per ridurre significativamente l'elasticità della pelle. La pelle secca può essere dovuta a cause congenite, (cute fragile, senile, xerotica, atopica o ittiosica), oppure a fattori esterni, come un'esposizione ai raggi UV, un clima ventoso e secco, sostanze chimiche aggressive, detergenti, solventi, o per ragioni iatrogene, ecc.
I fattori che favoriscono la cute secca sono un clima freddo e asciutto, un frequente e prolungato contatto con l'acqua, un uso costante di detergenti aggressivi, che intaccano il film idrolipidico e la barriera cutanea, un'esposizione ripetuta ai raggi UV, con conseguenti infiammazioni e l'ispessimento dello strato corneo, infine la senescenza e particolari patologie della pelle, come gli stati ittiosici e atopici.

3. Che cos’è la psoriasi?
È una malattia della pelle cronica recidivante. Colpisce circa 130 milioni di persone in tutto il mondo. È caratterizzata dalla presenza di chiazze rosse e squamose, di varia forma e grandezza, con bordi ben definiti e ricoperte parzialmente o totalmente da strati di squame secche biancastre o argentate, molto brillanti, che spesso procurano prurito e possono rompersi tanto da sanguinare. La psoriasi può essere limitata ad alcune zone classiche (i casi più frequenti) come i gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e regione lombosacrale o può coinvolgere aree estese di pelle fino a ricoprirne l’itera superficie. Una percentuale di persone affette da psoriasi, circa il 30%, sviluppa anche un’infiammazione delle giunture articolari (Psoriasi Artropatica).

4. La psoriasi è una malattia contagiosa?
La psoriasi non è assolutamente contagiosa, ed è impossibile contrarla in seguito ad un contatto fisico. Le lesioni psoriasiche non sono infettive e non devono essere considerate come ferite aperte. In altre parole, non c’è alcun rischio di contrarre la psoriasi dando la mano o abbracciando una persona affetta, né condividendo gli stessi spazi familiari e lavorativi, né nuotando nella stessa piscina. Insomma, le persone affette da psoriasi non rappresentano alcuna minaccia alla salute e alla sicurezza di quanti li circondano. Spesso, però, l’ignoranza di questa patologia può far nascere pregiudizi e causare l’emarginazione di chi ne è affetto.

5. Perché i bambini vanno protetti dai raggi solari?
I giovani dovrebbero tenere in considerazione che l’abbronzatura e le ustioni solari dell’infanzia incidono sia sulle rughe dell’età matura che sulla insorgenza di melanoma maligno.

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